Dopo anni di gravi crisi, le aziende farmaceutiche sono chiamate a ridefinire le loro strategie operative. Una riflessione necessaria per affrontare un contesto globale caratterizzato da sfide sempre nuove e spesso imprevedibili. La pandemia di COVID-19, le fluttuazioni economiche, le tensioni in politica internazionale, l’avvento di nuove modalità terapeutiche e l’evoluzione delle modalità lavorative hanno reso imprescindibile una riflessione accurata sulle scelte a lungo termine in termini di approvvigionamento, produzione e gestione della catena di fornitura da parte del settore farmaceutico e dei suoi stakeholder. Lo sottolinea uno studio di McKinsey, curato da Hillary Dukart, Laurie Lanoue, Mariel Rezende e Paul Rutten.
Dopo anni in cui la strategia operativa è stata spesso deprioritizzata a fronte di pressioni aziendali concorrenti, secondo lo studio oggi è essenziale per i leader del settore farmaceutico concentrarsi nuovamente su queste dinamiche per garantire operazioni profittevoli e resilienti. Tale cambiamento si manifesta in un momento in cui le aziende stanno riemergendo da due anni di intensa attività di gestione emergenziale, rendendo questo rinnovato interesse non solo opportuno, ma necessario.
Il settore farmaceutico si trova ad affrontare una rete complessa di forze esterne che influenzano direttamente le operazioni quotidiane e le strategie a lungo termine. Tra queste, l’alta inflazione, l’aumento della complessità e del rischio operativo, nonché gli effetti coordinati di queste forze. In questo contesto, i leader delle case farmaceutiche hanno l’opportunità di generare valore aggiunto significativo per le loro aziende, spostando l’attenzione dalle tradizionali pratiche di miglioramento continuo a sfide esterne più ampie e a lungo termine.
Anche il panorama produttivo del settore sta cambiando rapidamente. Nuove tecniche, come le terapie geniche e cellulari e le tecnologie dei vaccini mRNA, hanno visto una rapida crescita, passando dall’11% al 21% delle pipeline di sviluppo farmaceutico, la crescita più rapida mai registrata nel settore. Un mutamento che include una maggiore frammentazione tecnologica, nuove catene di fornitura e cicli di vita dei prodotti unici, aumentando ulteriormente la complessità del quadro.
Le tendenze globali come le pressioni sulle catene di approvvigionamento e l’aumento dell’inflazione hanno avuto un impatto diretto sul settore farmaceutico. Un impatto che, sebbene considerato relativamente basso grazie agli elevati livelli di scorte e l’adozione di una strategia di dual sourcing, non è immune da potenziali perdite significative di EBITA a causa di interruzioni. Questo si aggiunge alle continue pressioni sui prezzi, specialmente nel settore dei generici, dove non è previsto che i pazienti assorbano completamente gli aumenti dei costi.
Di fronte a queste sfide, secondo lo studio di McKinsey i leader farmaceutici dovrebbero considerare una visione a lungo termine, scalando le attività attraverso quattro temi chiave: strategia di rete e resilienza, digitale, modello operativo e talento. Un’attenzione particolare dovrebbe essere rivolta alla digitalizzazione, alla gestione del talento e alla costruzione di un modello operativo che possa adattarsi rapidamente a nuove modalità e potenziali interruzioni.
Per affrontare queste sfide, potrebbero essere necessarie risposte trasformative a lungo termine, come l’adozione su larga scala di soluzioni digitali, che richiederebbero investimenti significativi ma potrebbero portare a risparmi sostanziali, miglioramenti della qualità e maggiore resilienza. Le aziende dovrebbero inoltre considerare di ampliare l’adozione di ecosistemi di partner end-to-end, passando da configurazioni operative tradizionali incentrate sugli originatori a reti di collaborazione strategica.


