In un mondo sempre più interconnesso e in continua evoluzione, il ruolo delle relazioni istituzionali è fondamentale per garantire il successo delle aziende e il miglioramento delle politiche pubbliche.
Questo è il cuore del lavoro di una professionista che da oltre dieci anni si dedica con passione alla creazione di connessioni tra il settore privato e i decisori pubblici. Con una carriera che l’ha vista protagonista in Europa e ora nel settore farmaceutico e biotecnologico, Jessica Nardin, nuovo membro del Consiglio Direttivo di Biopharma Network, oggi guida la funzione di Government Affairs & Policy per Incyte, un’importante azienda biotech statunitense.
Un’esperienza che va oltre la semplice gestione delle relazioni: un impegno volto a presentare soluzioni politiche concrete per migliorare il sistema sanitario e, più in generale, l’impatto sulla collettività.
Conosciamola meglio.
Presentati e raccontaci qualcosa sul tuo percorso professionale.
Con piacere. Ho 37 anni, vivo su un Frecciarossa che collega Roma con Milano (rispettivamente la mia sede operativa e il quartier generale della mia azienda) e mi diverto da oltre 10 anni a creare connessioni tra aziende e decisore pubblico. Prima di essere una manager del farma mi considero infatti una professionista delle relazioni istituzionali. Il mio lavoro consiste nel presentare ai policy makers il valore dell’azienda che rappresento e proporre soluzioni di policy, appunto, per migliorare il sistema nel suo complesso, senza mai perdere di vista gli impatti sulla collettività.
Dopo una prima esperienza nelle istituzioni europee – ho trascorso oltre 4 anni a Bruxelles come assistente parlamentare – nel 2016 ho iniziato a lavorare per aziende multinazionali in settori altamente regolamentati e da quasi 5 anni ho il privilegio di lavorare nell’ambito farmaceutico e biotecnologico. Oggi sono la responsabile della funzione di Government Affairs & Policy per l’affiliata italiana di Incyte, biotech statunitense impegnata in aree terapeutiche molto complesse, come quella dell’oncologia, dell’ematologia e delle patologie autoimmuni.
Questo ruolo mi permette di unire ogni giorno la mia passione per le istituzioni e per la politica con la possibilità di contribuire a migliorare il sistema-Salute, rappresentando il valore delle aziende del mondo Life Sciences e il ruolo che possono svolgere, accanto al decisore pubblico, alle comunità di pazienti e ai cittadini nell’affrontare le sfide di salute presenti e future.
Qual è il valore aggiunto che il tuo profilo porterà all’Associazione e ai Soci nel tuo ruolo di Consigliere del Direttivo?
Come Consigliere del Direttivo di Biopharma Network, il mio auspicio (e il mio impegno!) è di portare all’interno dell’Associazione una sempre maggior consapevolezza riguardo l’importanza del Public Affairs e delle relazioni istituzionali per le aziende pharma e biotech: troppo spesso infatti ruoli come quello che ho il privilegio di ricoprire sono percepiti come lontani dal cuore dell’organizzazione o addirittura indecifrabili, perché focalizzati su prospettive di lungo o lunghissimo termine e rivolti ad interlocutori che possono apparire distanti.
E invece la credibilità, l’affidabilità e il valore di un’azienda si costruiscono col tempo, con la qualità dei contenuti, con la forza delle proposte, rendendo chiaro al decisore pubblico qual è il ruolo che intendiamo svolgere nella società, ben oltre i prodotti che immettiamo sul mercato.
In questo percorso con Biopharma Network certamente promuoveremo e stimoleremo momenti di confronto con i rappresentanti istituzionali e mi impegnerò personalmente affinché i nostri colleghi, soprattutto i più giovani siano sempre più consapevoli dell’importanza strategica del Public Affairs


