Negli ultimi anni, l’importanza delle relazioni istituzionali nel settore farmaceutico è cresciuta esponenzialmente. Le politiche sanitarie e i loro aggiornamenti giocano un ruolo fondamentale nell’agevolare l’accesso alle terapie e nel migliorare le cure dei pazienti. Un tempo, l’industria farmaceutica si concentrava quasi esclusivamente sui clinici. Oggi, però, con una crescente complessità del sistema sanitario, la collaborazione con istituzioni politiche, associazioni pazienti oltre che stakeholder regionali e associazioni di categoria è diventata imprescindibile.
Questo ci racconta Fabrizio Celia, Amministratore Delegato di Argenx Italia e Vice Presidente Area Relazioni Istituzionali e Partnership di BioPharma Network. Celia evidenzia anche il valore di un network professionale come BioPharma Network, che consente di confrontarsi su diversi temi, non solo strettamente legati al mondo farma, mettendo a fattore comune le esperienze in maniera cross azienda e funzionale.
Potresti presentarti e dirci cosa fai nella tua vita professionale?
Sono Fabrizio Celia, e sono amministratore delegato di Argenx Italia, azienda multinazionale biotecnologica impegnata nel portare soluzioni terapeutiche innovative per i pazienti affetti da malattie autoimmuni rare.
Secondo te, cosa potrebbe fare un Associazione come BioPharma Network per migliorare il Network dei Managers del Settore Farmaceutico?
Allora, io penso che ci siano molti temi su cui i manager dovrebbero discutere e confrontarsi. Questi temi sono chiaramente “unbranded” e trasversali ai modelli di business delle diverse aziende di cui facciamo parte. Un tema comune e interessante su cui fare network è quello delle sfide extra-farmaco: sfide di sistema e di sostenibilità. Pensiamo, ad esempio, alle sfide dell’accesso ai farmaci, ai servizi, e ai modelli di servizio, che sono sempre meno legati al brand e sempre più orientati a servire i pazienti.
Un network come BioPharma Network ha un grandissimo valore aggiunto perché consente di confrontarsi su questi temi “agnostici”, mettendo a fattore comune le esperienze in maniera cross funzionale e cross area terapeutica. Questo significa coinvolgere manager dell’ambito medical, regulatory affairs, commerciale, marketing, e accesso, per discutere apertamente delle sfide del sistema.
Inoltre, la possibilità di creare cultura con BioPharma Network attraverso partnership a 360 gradi, a livello istituzionale, è fondamentale. Istituzioni quali possono essere università, enti di ricerca e referenti delle istituzioni sia nazionale che regionale. È particolarmente importante coinvolgere anche il settore universitario per informare i nuovi studenti di biotecnologie, biologia, e altre discipline scientifiche sui possibili sbocchi professionali nel mondo farmaceutico. Attualmente, c’è poca conoscenza a livello universitario su queste opportunità, e questo è un peccato. Ritengo che gli iter di studio, soprattutto negli ultimi anni universitari e nei percorsi iper-specialistici, dovrebbero includere maggiori informazioni e orientamento verso le carriere nel settore farmaceutico.
Che Area Segui in BFN? Cosa vuol dire per te fare network con le Istituzioni e con i diversi Partner di BFN?
Sì, mi occupo delle relazioni istituzionali, un’area estremamente importante. Negli ultimi anni, osservando l’evoluzione del sistema sanitario, è diventato sempre più cruciale considerare come le policy e i loro aggiornamenti possano migliorare il patient journey dei pazienti impattando positivamente gli outcome di cura.
Terapie sempre piu’ avanzate e mirate nell’ambito della medicina di precisione ci obbligano a ripensare il Sistema salute in modo non solo olistico , ma sempre più connesso, dove l’industria, in partnership con tutti i principali stakeholders , ha oggi più che in passato, un ruolo strategico nel mettere a disposizione le proprie innovazioni e competenze al servizio dell’ecosistema salute.


