Viviamo in un’epoca in cui il cambiamento è diventato la regola, non più l’eccezione. Dalla rivoluzione dell’intelligenza artificiale all’accelerazione tecnologica, dai mutamenti geopolitici ai cambiamenti nelle aspettative delle persone, le organizzazioni sono sempre più chiamate a rispondere con velocità, resilienza e capacità di adattamento. Un recente articolo pubblicato da McKinsey & Company – “Building adaptive leadership” (dicembre 2024) – esplora in profondità le leve fondamentali per costruire leadership adattiva e workforce resilienti all’interno delle organizzazioni globali.
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Adattabilità e resilienza: la doppia chiave per prosperare nel caos
Secondo McKinsey, i leader del 21° secolo devono sviluppare una doppia capacità: essere loro stessi resilienti e adattivi, e allo stesso tempo promuovere queste qualità in tutta l’organizzazione. Non si tratta solo di sopportare le crisi, ma di usarle come terreno di crescita.
La resilienza è la capacità di mantenere performance e coerenza anche in tempi avversi. L’adattabilità, invece, è la prontezza ad apprendere e cambiare schema quando il contesto cambia drasticamente.
Le ricerche del McKinsey Health Institute mostrano che le persone con alti livelli di entrambe queste competenze sono 3,8 volte più innovative e 3 volte più ingaggiate rispetto ai colleghi.
Le quattro azioni per costruire leadership adattiva
McKinsey individua 4 azioni fondamentali:
1. **Definire una North Star**: valori e obiettivi chiari che fungano da bussola in tempi incerti.
2. **Costruire una comunità psicologicamente sicura**: dove le persone si sentano libere di esprimersi, proporre idee, e condividere errori.
3. **Essere role model di adattabilità e resilienza**: i leader devono mostrare queste qualità con coerenza, anche nei momenti difficili.
4. **Favorire l’apprendimento collettivo**: incoraggiare momenti formativi di gruppo, rafforzando l’assimilazione tramite il confronto e l’esempio.
I dati parlano chiaro
Solo il 16% delle aziende investe in programmi di adattabilità e apprendimento continuo, nonostante il 26% dei dipendenti consideri l’adattabilità una skill prioritaria. E solo il 23% degli oltre 30.000 dipendenti intervistati in 30 Paesi si sente contemporaneamente resiliente e adattabile.
Dove invece le aziende promuovono sicurezza psicologica, supporto organizzativo e skill individuali, l’engagement e l’innovazione aumentano di oltre 6 volte.
Considerazioni finali per i manager del settore farmaceutico
Nel contesto farmaceutico – sempre più complesso tra regolatorio, accesso, innovazione terapeutica e trasformazione digitale – la leadership adattiva non è solo un vantaggio competitivo, ma una necessità strategica.
Per i manager pharma significa:
– Coltivare ambienti sicuri dove anche i team regolatori, medici, access o commerciali possano esprimere idee divergenti.
– Abilitare strutture di apprendimento continuo (non solo training, ma community, cross-team learning, role modeling).
– Integrare resilienza e adattabilità nei piani di sviluppo dei talenti e nei processi di selezione.
– Allenarsi all’autoriflessione: come reagisco io stesso quando manca chiarezza o il contesto cambia improvvisamente?
Chi guida team oggi – nel pharma e oltre – è chiamato a essere allo stesso tempo ancora e vela: punto di riferimento nei valori e promotore di rotta nuova quando il vento cambia.
Come disse Viktor Frankl: ‘Quando non siamo più in grado di cambiare una situazione, siamo sfidati a cambiare noi stessi.’


