Entro il 2030, si prevede che il 59% della forza lavoro globale dovrà essere riqualificata. Un dato allarmante, se consideriamo che molti lavoratori rischiano di non avere accesso alle opportunità necessarie per affrontare questa transizione.
È quanto emerge dal Future of Jobs Report 2025 del World Economic Forum, basato su un’analisi di oltre 1.000 aziende operanti in 22 settori e 55 economie mondiali, che rappresentano circa 14 milioni di lavoratori.
Il report traccia una fotografia nitida del cambiamento: l’intelligenza artificiale e le tecnologie emergenti stanno riscrivendo i confini del lavoro più rapidamente di quanto previsto. Secondo le stime, solo l’adozione dell’IA genererà 11 milioni di nuovi ruoli entro il 2030, ma ne sostituirà almeno 9 milioni. Si parla di un impatto potenzialmente dirompente, paragonabile a quello dei motori a vapore nella rivoluzione industriale.
Nel giro di 2-3 anni, l’intelligenza artificiale è destinata a trasformare radicalmente processi, modelli organizzativi e competenze richieste. Per questo motivo, il WEF ha individuato le 10 competenze chiave che cresceranno maggiormente in importanza nei prossimi anni:
- Intelligenza artificiale e big data
- Alfabetizzazione tecnologica
- Pensiero creativo
- Resilienza, flessibilità e agilità
- Pensiero analitico
- Leadership e influenza sociale
- Motivazione e consapevolezza di sé
- Pensiero sistemico
- Gestione dei talenti
- Curiosità e apprendimento continuo
Un messaggio per i manager del pharma
Per chi opera nel settore farmaceutico – caratterizzato da forte regolamentazione, innovazione continua e crescente digitalizzazione – questi cambiamenti rappresentano tanto una sfida quanto un’opportunità. I manager hanno un ruolo strategico nell’accompagnare la transizione, sia per sé stessi sia per le proprie organizzazioni.
Ecco alcuni consigli pratici per affrontare questo scenario:
- Investire in formazione continua: non basta aggiornarsi occasionalmente. Serve una cultura della formazione permanente, sia su competenze tecniche (es. data science, AI, automazione dei processi clinici e produttivi) che trasversali (soft skills, leadership adattiva, change management).
- Guidare con l’esempio: i manager che si mettono in gioco per primi, sperimentano nuove soluzioni, apprendono nuovi strumenti, saranno più credibili nel promuovere il cambiamento all’interno dei team.
- Favorire ecosistemi di innovazione: aprirsi alla collaborazione con startup, centri di ricerca e università è fondamentale per contaminare l’organizzazione con nuove idee e accelerare il trasferimento tecnologico.
- Riprogettare i ruoli e le carriere: molte competenze tradizionali verranno superate, mentre emergeranno nuovi profili. I manager devono aiutare le persone a riconvertirsi, ridisegnando job description e percorsi professionali più fluidi e personalizzati.
- Coltivare una cultura dell’agilità: in un contesto in cui il cambiamento è la norma, vince chi sa adattarsi più velocemente. Questo significa strutture organizzative meno rigide, maggiore autonomia operativa e orientamento al problem solving.
La trasformazione è già in corso: chi saprà abbracciarla con visione e determinazione potrà non solo affrontarla, ma guidarla.


