Abbiamo chiesto ad alcuni giovani professionisti del settore farmaceutico di raccontarci la loro esperienza, il background di studi, le maggiori sfide che hanno incontrato e i consigli che darebbero ai neolaureati interessati a lavorare in una azienda farmaceutica.
Oggi facciamo due chiacchiere con:

Qual è il tuo background di studi e in cosa consiste il ruolo che attualmente svolgi?
Il mio percorso didattico è eterogeneo, ho sempre teso alla ricerca di contesti sempre nuovi, credo che la capacità di rinnovarsi e reinventarsi sia la chiave di volta per una vita mai scontata, così anche nel lavoro, bisogna sempre interrogarsi e solo attraverso l’analisi del contesto e una democratica curiosità si è capaci di cogliere opportunità e di gestire altrettante criticità. Da Biologia alla laurea magistrale in Farmacia, il Master in Pharmaceutical Management di ISTUM, i corsi di farmaco-economia e farmaco-politica e i corsi all’estero (di inglese e public health), sono stati i traguardi attraverso i quali ho creato dei veri e propri ricordi funzionali. Il mio ruolo attuale è di Brand & Territory Manager, nell’area terapeutica respiratoria e gestisco 2 farmaci di classe A, con indicazioni in ASMA e BPCO.
Quali sono le caratteristiche/le skills importanti da sviluppare per il tuo ruolo?
È importante ascoltare, a patto che poi segua una fase analitica e di elaborazione di idee, l’imprenditorialità è una componente fondamentale nel marketing. Un’altra competenza molto utile e che richiede però esperienza prima di poterla esercitare correttamente è l’assertività, fare in modo che tutti comprendano e condividano il tuo punto di vista, seguendolo, è alla base di un ruolo marketing. Non posso esimermi dal citare le inflazionatissime, “Teamwork”, “Problem Solving”, “Team Leading”, “Strategic Vision” etc.. ma, la resilienza, è per me la competenza più utile in un ruolo marketing, funzione centrale e di coordinamento rispetto alle altre. Un saggio cinese diceva: “Quando soffia il vento del cambiamento, alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento”.
Un esempio di attività sfidante e di successo o una cosa importante che hai imparato?
Se avessi dovuto rispondere a questa domanda un anno fa non avrei dato la stessa risposta, avrei certamente scelto l’attività o il progetto più complesso e nel quale ho avuto più successo ma ad oggi, credo che non ci sia niente di più sfidante e gratificante di lanciare sul mercato un farmaco in Classe A e di esserne responsabile, prima, durante e dopo il lancio.
Cosa consiglieresti di fare ad un giovane laureato che vuole entrare in un’azienda Farmaceutica?
Spendere molto tempo a preparare il CV/Resume e fare colloqui, per imparare a fare i colloqui, oltre che per provare a vincerli. Si deve in oltre capire il contesto di lavoro e le dinamiche aziendali, per comprendere se ciò che pensiamo di volere sia proprio ciò che fa per noi, ritengo infatti che il miglior primo approccio sia iscriversi a un master, è l’unica finestra che affacci direttamente sul mare, quando si è ancora “in spiaggia a giocare”.
Altro da aggiungere?
Il miglior consiglio che mi sento di dare, in un mondo in continua trasformazione e ancor di più nei confronti di un settore, quello farmaceutico, che proprio negli ultimi anni ha dimostrato di essere in grado di sapersi adattare rapidamente e in modo positivo ai diversi macro-scenari evolutivi, è di accogliere e ricercare il cambiamento, per esser sempre pronti a costruire mulini a vento.


